Happy Bro-day!
agosto 30th, 2010 § Lascia un commento
Di idee per nuovi post, in questi giorni, ne ho partorite parecchie.
Avrei voluto raccontare dei quattro giorni trascorsi con il Bissuola Calcio a 5 nella ridente località di Tonezza del Cimone; o sfogare in paragrafi il mio illimitato odio verso Franco Lauro, telecronista RAI che, con altre centinaia di amanti della palla a spicchi, sono costretto ad ascoltare ogni qual volta mi si presenta l’opportunità di vedere la nazionale. Avrei voluto tracciare un ampio resoconto dei due mesi di off-season che, come da previsioni, hanno preso a sberle i connotati della NBA, apparecchiando la tavola per mesi e mesi di dibattiti di varia natura; o riversare su questi schermi i pensieri che puntualmente mi attraversano il cranio ogni qual volta mi imbarco su un battello della linea 2 farcito di turisti di ogni etnia, estrazione sociale ed età.
Cazzo se avrei voluto.
Dopo aver chiuso il mese di Luglio a quota uno, incrementare, o addirittura raddoppiare la cifra di post mensili sarebbe stato un traguardo di tutto rispetto. L’estate ed il caldo, però, sono da sempre acerrimi nemici della mia forza di volontà e della mia voglia di fare, ed i miei onesti tentativi di pubblicare qualcosa di più o meno serio si sono arenati tristemente sul bagnasciuga dell’inconcludenza.
No, non è una resa. Col cazzo.
La off-season NBA si è fatta temporaneamente da parte per lasciare metri quadri di palcoscenico ai mondiali di Turchia, ma continua a lavorare sottotraccia pronta ad innescare autentiche bombe ad orologeria quando ormai nessuno se le aspetterà; la stagione del Bisso non è che nella sua fase embrionale, e di pretesti per narrarvi le (dis)avventure dei gialloblu ne arriveranno con frequenza sempre maggiore. Venezia affonda, sì, ma l’impressione è che il mio rapporto di lavoro con la città a forma a di pesce vivrà tanto lungo da permettermi di esprimere i miei pensieri più dettagliatamente in un futuro non troppo lontano, e rigorosamente a bordo della linea 2. La mastodontica testa di cazzo circoncisa rispondente al nome di Franco Lauro, infine, non andrà da nessuna parte: le sue chiappe opponibili sono sempre saldamente ancorate alla poltrona che diversi anni or sono gli accostarono al di sotto del suo flaccido deretano, ed il mio Barrett M82 non lo perde di vista un secondo. Non si tratta di se, ma di quando.
Ergo, non ora. Non quando avrei bisogno di giornate di 72 ore per portare a termine gli impegni che seguito ad accumulare senza alcun senso logico.
Non mi resta che portare a termine l’unica missione alla mia portata in questa incerta giornata di fine Agosto. Oggi il mio fratellone compie trent’anni, ventotto dei quali trascorsi in mia compagnia. Auguri, e segnati queste parole perché non ti capiterà spesso di sentirmele ripetere nei prossimi trenta: sei la persona più importante della mia cazzutissima vita.
Per il tuo essere passato dalla Juventus all’Inter.
Perché, pur pensando regolarmente con quale stravagante esultanza celebrerò il mio prossimo gol, finisco sempre col girarmi verso te e battermi i pugni sulle tempie come Darius Miles e Quentin Richardson ai Los Angeles Clippers.
Per le cene a casa da soli a spolverare il frigorifero e a fare gara di rutti, per i canestrini distrutti, gli stipendi dilapidati in musica, le stagioni jesolane a puttaneggiare e per migliaia di altri motivi.

